L'uomo dal fiore in bocca e... gli altri

Rielaborazione di Giuseppe Golisano sul testo di Luigi Pirandello

Può sembrare presuntuoso e irriverente approfittare di un'opera di Pirandello come “L'uomo dal fiore in bocca” per improvvisarsi scrittori, o peggio drammaturghi, e dargli un seguito attraverso la voce delle “figure” che poco appaiono o appena si intuiscono nel monologo.
La mia è stata una scrittura istintiva, una nota di ribellione, di fronte alla straripante presenza del protagonista, al suo egocentrico dolore, alla sua avarizia nel condividerlo al solo scopo di mostrarlo come un trofeo.
Una ribellione di fronte alla sua malattia mostrata come un merito, esibita come un traguardo ambito e raggiunto che gli concede di porsi al centro dell'attenzione coinvolgendo gli altri, conosciuti e sconosciuti, nello spettacolo della propria sofferenza.
Un coinvolgimento, una chiamata forzata alla partecipazione che costringe i personaggi di contorno al ruolo di spettatori di un trionfo di disperazione, di rabbia, di avvelenato compiacimento, protagonisti - spettatori di un dramma che gli viene imposto, per obbligo o per affetto, e da cui non possono liberarsi la mente partecipando al dolore con il proprio dolore.
Si muovono come ombre e come ombre sono costretti a tenere le loro parole serrate nel buio delle quinte, nel silenzio dei camerini, nel bianco delle pagine, schiavi del padrone della scena, incatenati al piacere del malato di essere solo e unico protagonista del dolore spettacolo.
Impietosito dai loro occhi supplicanti, dalla muta richiesta di aiuto, io li ho, non credo troppo arbitrariamente, liberati dalle catene del silenzio, per dar loro la parola e con essa la vita.
Usciti dal cono d'ombra, liberi di esprimere le proprie sensazioni, spero si sentano più leggeri e, ognuno a proprio modo, secondo carattere, educazione e cultura, partecipanti coscienti dell'ineluttabile dramma.

Giuseppe Golisano

Personaggi ed interpreti:

L'uomo dal fiore Paolo Nesi
L'avventore Pino Capozza
Il Capostazione Elvio Norcia
La moglie Elisabetta Iozzelli
  Regia di Paolo Nesi