La sgualdrina timorata

dramma in un atto e due quadri di Jean Paul Sartre

Titolo originale dell'opera "La putaín respectueuse"

La première a Parigi di questo singolare dramma provocò una vibrante protesta da parte dell'Ambasciata statunitense presso il Governo francese, tanto era evidente la decisa critica che Sartre in quest'opera aveva fatto dello spirito razzista che pervadeva ancora la società americana e che la democrazia era ben lungi dall'aver cancellato. Il razzismo statunitense nei confronti dei "Negri" era una realtà veramente dolorosa, tanto che negli Stati Uniti dei Sud ancora all'epoca la popolazione di colore era tenuta in uno stato di inferiorità sociale e civile che riproponeva lo spirito persecutorio dell'epoca schiavista. Tale situazione era ben illustrata dal fatto che la tassa elettorale era così alta che praticamente soltanto i più ricchi potevano votare e questi più ricchi erano solo i bianchi "rispettabili", rappresentati in questo dramma dalla figura dei Senatore, tanto eloquente ed influente, quanto ipocrita.

"La Putain Respectueuse" è soprattutto un documento polemico, una appassionata protesta in nome dell'uguaglianza e della fratellanza umane. La Sgualdrina è vittima come pure il Negro della razza "superiore", della classe dominante, di cui il Senatore è simbolo e deve soggiacere, spaurita, alla spietata legge della giungla, all'ordine costituito e tirannico per cui o si è "timorati" o si muore.Ed ella è come tutti gli oppressi, troppo debole per non essere "respectueuse" dei suoi aguzzini.

Nella sua scheletrica concisione, il lavoro vuole avere soprattutto uno scopo sociale: è cioè un'accusa contro l'uomo in nome dell'uomo.

Personaggi ed interpreti:

Lizzie Mimma Melani
Fred Marino Arrigoni
Il Senatore Pino Capozza
Il Negro Elvio Norcia
John il poliziotto Paolo Nesi
Regia di Dora Donarelli