E' bella Algeri

dramma in un atto di Philippe Faure

Titolo originale dell'opera "C'est beau Alger"

 

Philippe Faure, nato a Lione nel 1952, è autore e attore di teatro, nonché direttore del Théatre de la Croix-Rousse. Il suo teatro è un teatro di gesti e sguardi scambiati, di silenzi e di parole, che assumono valenze estremamente significative nelle sue opere.
In "E' bella Algeri" (titolo originale "C'est beau Alger") è proprio il peso misurato dato al silenzio a sottolineare e rafforzare le parole. Questa pièce è nata dopo l'orribile massacro compiuto in Algeria a Bentalha dove furono uccise duecento persone e vuole esprimere attraverso l'arma delle parole il dolore per avvenimenti tanto tragici a cui nessuno di noi ha il diritto di rimanere indifferente.
La storia è costruita intorno a due figure femminili, una giornalista francese, che rappresenta l'Occidente con la sua visione razionalizzatrice, e la giovane algerina Malika, oggetto di stupro e testimone di omicidi, che rifiuta il proprio ruolo di vittima. Il risultato è un'opera pudica e tenera, che sa attribuire una segreta e dirompente forza alla dolcezza, e diventa un sincero omaggio da parte dell'autore per quelle donne che scelgono di resistere comunque, senza lasciarsi stravolgere, in nome dell'amore per la vita e per il proprio Paese martoriato dalla follia assassina.
Le due interpreti (Mimma Melani nella parte della giornalista ed Elisabetta Iozzelli in quella dell'algerina intervistata) grazie ad un meticoloso lavoro di analisi del testo e guidate con estrema cura dalla regista Dora Donarelli, riescono a trasmettere una tale carica di sentimento da avvolgere completamente lo spettatore, catalizzando la sua attenzione e permettendogli di seguire con estrema cura il testo via via raccontato.

Personaggi ed interpreti:

La giornalista Mimma Melani
Malika Elisabetta Iozzelli
   
Regia di Dora Donarelli